Analisi SEO gratuita di una pagina
Scrivi l'indirizzo di una pagina e ricevi un punteggio e la lista di cosa non va: title, description, H1, canonical, robots, Open Graph, dati strutturati, immagini, link e testo.
Leggiamo solo l'HTML pubblico della pagina, una volta. Non salviamo l'indirizzo.
Leggiamo l'HTML della pagina una volta sola, come farebbe un crawler. Non salviamo l'indirizzo.
Un punteggio su 100, e per ogni riga cosa abbiamo visto e cosa fare.
Come si usa
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Incolla l'indirizzo della pagina
Una pagina, non il sito: la home, un articolo, una scheda prodotto. Se scrivi solo il dominio analizziamo la home. Il prefisso https:// puoi ometterlo.
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Leggi il punteggio e i cinque gruppi
Il totale è su 100. Sotto ci sono cinque barre, una per gruppo: quella più bassa è il posto da cui partire. Ogni riga dice cosa abbiamo trovato, con il valore vero, e cosa fare.
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Copia il rapporto e passalo a chi fa il sito
Il bottone «Copia il rapporto» mette negli appunti tutto in Markdown, riga per riga, con i link agli strumenti dedicati. Incollalo in una mail o in un ticket e basta.
Cosa guarda un'analisi SEO on-page, e cosa no
La SEO di una pagina sta su tre gambe. La prima è quello che c'è scritto nell'HTML: title, description, titoli, canonical, robots, dati strutturati, testo, link, immagini. Si chiama on-page ed è l'unica parte che dipende solo da te e che si sistema in un pomeriggio. È quella che misuriamo qui.
La seconda gamba è l'autorità: chi ti linka, quanto è credibile, da quanto tempo. Non sta nella pagina, sta negli altri siti, e nessuno strumento che legge un indirizzo la può vedere. La terza è la velocità come la vive chi naviga: i Core Web Vitals, cioè quanto ci mette il contenuto grande a comparire, quanto salta il layout, quanto risponde ai tocchi. Per quella serve un browser vero che carica tutto, e lo strumento giusto è PageSpeed Insights di Google, gratis anche lui.
Noi leggiamo l'HTML come esce dal server, una volta, senza eseguire JavaScript e senza scaricare immagini o script. È esattamente quello che vede un crawler alla prima visita. Il tempo di risposta che riportiamo è il tempo del server per consegnare l'HTML, e lo diciamo chiaro: non è la velocità del sito. Se una pagina prende 95 qui e 30 su PageSpeed, non c'è contraddizione: sono due misure di due cose diverse.
Come leggere il punteggio
Ogni riga ha un colore. Errore vuol dire rotto: manca il title, la pagina è in noindex, l'og:image non c'è. Avviso vuol dire da rivedere con la testa: il canonical è relativo, la description è corta, ci sono due H1. Può essere una scelta, ma quasi mai lo è. Le righe grigie sono informazioni senza voto. Il punteggio somma i controlli pesati: un errore toglie tutto il peso della riga, un avviso la metà.
Il punteggio non è un ranking. Misura se la pagina è messa bene tecnicamente, non se merita di stare prima. Una pagina da 90 su 100 che non risponde alla domanda di chi cerca non si posiziona, e una pagina da 60 che risponde meglio di tutte può stare in cima lo stesso. Il punteggio serve a togliere di mezzo gli ostacoli, poi il lavoro vero è il contenuto.
Le tre cose che troviamo più spesso sono le stesse su siti piccoli e grandi: un title generico (solo il nome dell'azienda, o «Home»), il canonical mancante, e l'H1 doppio perché il tema mette in H1 anche il logo. Nessuna delle tre è un errore in senso stretto — la pagina funziona — e per questo le segnaliamo come avvisi. Ma sono le tre che, sistemate, cambiano di più.
Dopo l'analisi: l'ordine giusto per sistemare
Non partire dalla riga rossa che ti dà più fastidio. Parti dal gruppo che, se è rotto, rende inutili gli altri.
- Indicizzazione. Se la pagina è in noindex, risponde con un redirect di troppo, o il canonical punta altrove, il resto non conta perché Google non la prende. Usa il controllo del canonical e il controllo del robots.txt.
- Snippet. Title, description e H1 sono quello che la gente vede prima di cliccare. Il controllo del titolo, il controllo della descrizione e l'anteprima su Google ti fanno vedere il risultato prima di pubblicarlo.
- Contenuto. Parole, leggibilità, sezioni, link interni. Se il testo è poco o difficile, misuralo con la leggibilità Gulpease e con la leggibilità per le AI.
- Condivisione. Open Graph e dati strutturati non spostano il ranking, ma decidono com'è il link su WhatsApp e se hai i risultati arricchiti. Il controllo Open Graph e il generatore di dati strutturati chiudono il giro.
Se vuoi la lista completa, con le cose da controllare prima di pubblicare qualsiasi pagina, è nell'Accademia: la checklist on-page.
Domande
Il punteggio è lo stesso di Semrush o Ahrefs?
No. Ogni strumento sceglie cosa controllare e quanto pesa ogni cosa, e i pesi sono i nostri: 30 all'indicizzazione, 25 allo snippet, 20 al contenuto, 15 alla condivisione, 10 ai segnali tecnici. La stessa pagina può fare 72 qui e 85 altrove senza che nessuno dei due sbagli. Quello che conta è la lista delle righe, non il numero.
Analizzate tutto il sito?
No, una pagina alla volta: quella che incolli. È fatto apposta per rispondere in pochi secondi senza chiedere niente. Il prodotto BabyBlogSitter fa lo stesso lavoro su tutte le pagine del sito, ogni settimana, e ti dice cosa è cambiato.
Vedete il JavaScript?
No. Leggiamo l'HTML come esce dal server, senza eseguire gli script. Se il tuo sito costruisce title, testo o immagini nel browser, qui non compaiono. Google li esegue, ma con ritardo e non sempre; molti altri crawler non li eseguono affatto. Se una riga dice che manca qualcosa che tu vedi nel browser, è questo il motivo, e vale la pena servirlo dal server.
Salvate le URL che analizzo?
No. L'indirizzo serve a leggere la pagina una volta e poi viene dimenticato: niente archivio, niente elenco, niente email. L'unico limite è il numero di richieste al minuto, per non far pesare lo strumento sui siti che analizza.
Perché il tempo di risposta non è la velocità del sito?
Perché misuriamo solo quanto ci mette il server a consegnare l'HTML, dal nostro server, redirect compresi. La velocità che sente chi naviga dipende da immagini, script, font e da come il browser disegna la pagina: sono i Core Web Vitals, e li misura PageSpeed Insights caricando la pagina in un browser vero. Un server lento è un problema anche per noi, ma un server veloce non basta.
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