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Controllo della meta description

Verifica la meta description prima di pubblicarla: lunghezza in caratteri e in pixel, dove viene tagliata su desktop e su telefono, parola chiave e chiamata all'azione.

Gira nel tuo browser. Il testo che incolli non esce da questa pagina e non lo salviamo.

Il risultato

Incolla la descrizione, o fai leggere una pagina.
Ti diciamo dove Google la taglia, su computer e su telefono, e cosa manca perché qualcuno clicchi.

Come si usa

  1. 01

    Incolla la descrizione, o l'indirizzo

    Se la stai ancora scrivendo, incollala nel riquadro. Se la pagina è già online, dai l'indirizzo: leggiamo noi il tag dall'HTML.

  2. 02

    Guarda dove si ferma

    Trovi due anteprime, computer e telefono, con la parte tagliata in grigio chiaro. È il taglio vero, misurato in pixel come fa Google.

  3. 03

    Sistema la coda

    Sposta all'inizio la parola chiave e il motivo per cui uno dovrebbe cliccare, e togli quello che restava fuori. Poi ricontrolla.

Cos'è la meta description e cosa fa davvero

La meta description è la riga di testo che Google mostra sotto il titolo del tuo risultato, e vive in un tag dentro l'HTML della pagina: <meta name="description" content="…">. Non è un fattore di posizionamento: scriverla meglio non ti fa salire di una posizione. Serve a un'altra cosa, che conta uguale — decidere se, fra i dieci risultati della pagina, aprono te.

Chi cerca legge il titolo in mezzo secondo e usa la descrizione per rompere il pareggio. Se la tua dice «Benvenuti nel nostro sito, azienda leader nel settore» e quella sotto dice «Consegna in 24 ore a Milano, preventivo gratuito», hai perso il clic anche stando più in alto. Le due cose che funzionano sono sempre le stesse:

  • Una cosa concreta: un prezzo, un tempo, una garanzia, un numero.
  • Un verbo rivolto a chi legge: scopri, confronta, prenota, chiedi.
  • Le parole che ha cercato, possibilmente all'inizio: Google le mette in grassetto, e il grassetto attira l'occhio prima del testo.

Se la pagina non ha nessuna descrizione, Google non lascia il buco: se la costruisce da solo prendendo una frase dal testo. A volte è una buona frase. Altre volte è il menu, il banner dei cookie o la seconda riga di un elenco puntato.

Perché si misura in pixel e non in caratteri

Perché Google impagina la descrizione in uno spazio largo tot pixel, e non conta le lettere che ci stanno dentro. Il font del risultato è proporzionale: una m è larga quasi quattro volte una i. Due descrizioni da 155 caratteri, una fatta di parole strette e una di parole larghe, finiscono in due punti diversi — la prima entra tutta, la seconda si mangia mezza frase.

I numeri pratici: su desktop lo spazio è di circa 920 pixel, due righe piene. Su telefono la colonna è più stretta e il taglio arriva molto prima, intorno ai 680 pixel. Sono soglie osservate, non pubblicate da Google, e si spostano di qualche decina di pixel quando cambiano l'interfaccia. Per questo qui trovi il numero esatto e non un semaforo: se sei a 890 pixel stai correndo sul filo, e vale la pena saperlo.

La regola dei 120-158 caratteri resta utile come corrimano mentre scrivi, ma è una approssimazione della misura vera. Se le due cose non vanno d'accordo — 150 caratteri che però sforano di 60 pixel — ha ragione il pixel.

I tre modi in cui una descrizione si rompe da sola

Quasi tutti i problemi veri sono tre, e nessuno dei tre si vede rileggendo il testo. Il primo sono le virgolette doppie: il tag HTML tiene la descrizione dentro le virgolette, quindi una virgoletta nel mezzo del testo chiude l'attributo in anticipo e Google spesso tronca lì. Se devi citare qualcosa, usa gli apici singoli o le virgolette basse « ».

Il secondo è la descrizione copiata dal titolo. Succede da solo con i CMS che riempiono i campi in automatico: nel risultato la stessa frase compare due volte di fila e la seconda riga non aggiunge niente. Il titolo dice cosa trovi, la descrizione dice perché ti conviene aprire: sono due lavori diversi.

Il terzo è la descrizione uguale su tutte le pagine, di solito quella del sito intero replicata ovunque. Non è una penalizzazione, ma butta via l'unica riga che avevi per spiegare cosa ha di diverso questa pagina, e rende impossibile capire dai report quale pagina rispondeva meglio a cosa.

Bonus, meno grave: le descrizioni troppo corte. Sotto i settanta caratteri lasci metà spazio vuoto, e quello spazio Google lo riempie lo stesso — pescando dal testo della pagina.

Domande

Quanto deve essere lunga la meta description?

Fino a circa 920 pixel su desktop, che di solito sono 120-158 caratteri. La misura che conta è quella in pixel, perché lettere diverse occupano larghezze diverse: due testi della stessa lunghezza possono essere tagliati in due punti diversi. Su telefono lo spazio è più stretto, intorno ai 680 pixel, quindi metti all'inizio la cosa più importante.

La meta description aiuta a posizionarsi su Google?

No, non è un fattore di ranking: Google lo ha detto esplicitamente e vale da anni. Influenza però quante persone cliccano il tuo risultato, e su questo l'effetto è misurabile in Search Console guardando il CTR. Una descrizione scritta bene non ti fa salire, ti fa prendere più clic dalla posizione che hai già.

Perché Google mostra un testo diverso da quello che ho scritto?

Perché riscrive la descrizione quando pensa che una frase presa dalla pagina risponda meglio alla ricerca fatta in quel momento. Capita nella maggioranza dei casi e non è un errore né una punizione: la stessa pagina può mostrare descrizioni diverse per ricerche diverse. Scrivere la tua resta utile perché è quella che vince quando la ricerca è generica, ed è l'unica su cui hai voce in capitolo.

Devo mettere la parola chiave nella meta description?

Sì, se ci sta in modo naturale e nella prima metà della frase. Non perché Google la conti come segnale, ma perché mette in grassetto le parole della ricerca dentro il risultato, e il grassetto è la prima cosa che l'occhio vede scorrendo la pagina. Se la parola chiave finisce dopo il punto di taglio non serve a niente: questo strumento ti dice dove cade.

Ogni pagina deve avere una descrizione diversa?

Sì, ogni pagina che vuoi far trovare su Google merita la sua. Duplicare la stessa descrizione su tutto il sito non è una penalizzazione, ma spreca l'unica riga che avevi per dire cosa distingue questa pagina dalle altre. Per le pagine che non ti interessa far trovare — filtri, paginazioni, archivi — puoi tranquillamente lasciarla scrivere a Google.

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