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Contatore di parole e caratteri

Incolla il testo e leggi subito parole, caratteri con e senza spazi, battute, cartelle editoriali, frasi, paragrafi e tempo di lettura. Gratis, in tempo reale, senza inviare niente.

Il testo resta nel tuo browser: non viene inviato a nessun server.

Il testo

Parole, caratteri, frasi, paragrafi, cartelle e tempo di lettura compaiono qui appena scrivi. Il testo non lascia il tuo browser.

Come si usa

  1. 01

    Incolla o scrivi il testo

    Va bene un articolo, una tesi, un comunicato, un post. Puoi anche scrivere direttamente qui: i numeri si aggiornano a ogni tasto, senza premere niente.

  2. 02

    Leggi il numero che ti serve

    Parole e caratteri per il web, battute e cartelle per chi lavora con editori e traduttori, frasi e paragrafi per capire com'è costruito il testo.

  3. 03

    Controlla se ci sta

    Le barre confrontano il testo con i limiti veri di Google, X, Instagram, LinkedIn e degli altri canali. Quando sfori, ti diciamo di quanto.

Caratteri, battute e cartelle: cosa conta chi

Il web conta in parole, l'editoria conta in battute. Una battuta è un carattere qualsiasi, spazio compreso: «casa al mare» sono 12 battute, non 10. Le battute si raggruppano in cartelle, e la cartella editoriale standard è di 1.800 battute, cioè 30 righe da 60 battute, l'impaginazione del foglio dattiloscritto da cui la convenzione arriva. Molte agenzie di traduzione usano invece la cartella da 1.500 battute, e alcune case editrici quella da 2.000: per questo mostriamo tutte e tre, e quando qualcuno ti chiede «quante cartelle sono?» conviene chiedergli da quante battute.

Word, Google Docs e gli strumenti online non danno sempre lo stesso numero, e non perché uno sbaglia. Cambiano le regole: Word conta «l'acqua» come una parola, noi come due, perché l'apostrofo separa (è la convenzione dei contatori editoriali). Un trattino può unire o dividere. Gli a capo contano come caratteri per alcuni e non per altri, e un doppio spazio dopo il punto vale due battute ovunque. Le differenze restano piccole, dell'ordine dell'uno o due per cento, ma se il contratto dice 1.800 battute a cartella, chiedi con quale programma le conta il committente.

I limiti che contano davvero online

Le barre della sezione «Ci sta?» usano i limiti dichiarati dai vari canali: 280 caratteri per un post su X, 2.200 per una didascalia Instagram, 3.000 per un post LinkedIn, 100 per un titolo YouTube, 160 per un SMS singolo (oltre, il telefono lo spezza in più messaggi e li ricompone). Sono numeri fissi e si contano in caratteri: se la barra è verde, il testo entra.

Google è diverso. Non taglia titolo e descrizione a un numero di caratteri: taglia in pixel, circa 600 per il titolo su desktop e circa 920 per la descrizione su due righe. Un titolo pieno di «m» e «w» occupa più spazio di uno fatto di «i» e «l» con lo stesso numero di lettere. I 60 e i 160 caratteri che vedi qui sono una convenzione prudente, non una regola: per il taglio vero usa l'anteprima del risultato Google, che misura la larghezza con lo stesso carattere della pagina dei risultati, e il controllo della meta description per sapere dove finiscono i puntini.

Quanto deve essere lungo un articolo

Non c'è un numero magico, e chi ne cita uno («almeno 1.500 parole», «Google premia i testi lunghi») sta ripetendo una regola inventata. Quello che conta è l'intento di chi cerca: chi vuole sapere a che ora chiude un negozio ha bisogno di una riga, chi vuole capire come funziona un mutuo a tasso variabile ha bisogno di tremila parole ben ordinate. Una pagina è lunga il giusto quando risponde per intero alla domanda e si ferma.

Il contatore ti serve comunque, per due cose. La prima è accorgerti che il testo è più corto di quello che credevi: 300 parole sono poco più di una cartella e mezza, e raramente bastano a spiegare qualcosa. La seconda è capire quanto tempo chiedi al lettore: il tempo di lettura che vedi qui sopra è calcolato a 200 parole al minuto, e se ti interessa mostrarlo ai lettori o capire come si calcola c'è lo strumento del tempo di lettura. Per il resto, cioè cosa scrivere e come strutturarlo perché venga letto e trovato, c'è l'accademia.

Domande

Gli spazi contano come caratteri?

Sì, in tutti i limiti che contano: un tweet, un SMS, una meta description e le battute di una cartella includono gli spazi. Per questo mostriamo entrambi i numeri: «caratteri con spazi» è quello che serve quasi sempre, «senza spazi» lo chiedono alcuni concorsi e alcune piattaforme di traduzione.

Quante parole sono una cartella?

Dipende dalla lingua e dallo stile, perché la cartella si misura in battute e non in parole. In italiano una cartella da 1.800 battute contiene di solito fra le 250 e le 300 parole. Il nostro contatore ti dà il numero esatto per il tuo testo: guarda la riga «Cartelle da 1.800».

Perché Word conta più parole di voi?

Per l'apostrofo. Word conta «l'acqua» come una parola sola, noi come due, seguendo la convenzione dei contatori editoriali. Se il testo ha molti articoli apostrofati la differenza si vede, ma resta nell'ordine dell'uno o due per cento. Anche i trattini e i numeri con il punto delle migliaia possono essere contati in modo diverso.

Salvate quello che incollo?

No. Il conteggio gira interamente nel tuo browser e il testo non viene inviato a nessun server. Lo teniamo solo nella memoria della scheda, così se ricarichi la pagina non lo perdi; chiudendo il browser sparisce.

Quanto è lungo un tweet? E una meta description?

Un post su X arriva a 280 caratteri, spazi inclusi. Per la meta description non esiste un limite in caratteri: Google la taglia a circa 920 pixel su due righe, che corrispondono grosso modo a 150-160 caratteri, ma dipende dalle lettere usate. Per il taglio esatto usa lo strumento di anteprima Google.

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