Gratis, senza registrarsi

Validatore di llms.txt

Controlla il tuo llms.txt contro lo standard: titolo, riepilogo, sezioni, link malformati e il modo in cui il file viene servito, con l'anteprima di quello che legge l'AI.

Leggiamo il file pubblico del dominio che scrivi, oppure quello che incolli. Non salviamo né l'indirizzo né il testo.

prendiamo /llms.txt dalla radice del dominio

Basta il dominio: llms.txt sta sempre nella radice. Guardiamo anche se esiste llms-full.txt.

Scrivi il tuo dominio o incolla il file: ti diciamo se rispetta lo standard, quali righe vengono saltate e cosa ne ricava davvero un'AI che lo legge.

Come si usa

  1. 01

    Scrivi il dominio, o incolla il file

    Con l'indirizzo andiamo a prendere /llms.txt dalla radice e vediamo anche come il server lo serve. Se il file non è ancora online, incollalo: controlliamo la struttura lo stesso.

  2. 02

    Leggi il punteggio e le righe segnate

    In cima trovi cosa manca allo standard, sotto il file stampato con le righe da correggere evidenziate e il numero di riga. Il rosso è quello che un lettore automatico salta, l'arancione quello che gli costa fatica.

  3. 03

    Guarda l'anteprima, non solo il codice

    Accanto trovi cosa ne ricava chi legge il file: nome del progetto, riga di riepilogo, sezioni con quanti link contengono. Se quella scheda non ti descrive, il file va riscritto anche se è formalmente perfetto.

Che cos'è llms.txt e chi lo legge davvero

llms.txt è un file di testo nella radice del sito che elenca, in markdown, le pagine che vuoi far leggere a un'AI e cosa contiene ognuna. La proposta è del 2024 ed è nata per un problema concreto: un modello che deve rispondere su di te non riesce a digerire il tuo sito intero, e l'HTML è pieno di menu, banner e cookie. Un indice scritto a mano gli risparmia il lavoro.

Va detto chiaramente, perché in giro si legge il contrario: nessun motore di ricerca ha dichiarato di usarlo. Google ha detto in più occasioni di non tenerne conto, e OpenAI e Anthropic non hanno mai annunciato di leggerlo per le risposte. Chi lo usa davvero oggi sono le piattaforme di documentazione e gli assistenti di codice, dove il file viene passato al modello insieme alla domanda.

Vuol dire che è inutile? No, ma cambia il conto: è un investimento da mezz'ora che oggi rende poco e potrebbe rendere di più. Se stai scegliendo dove mettere il tempo, prima vengono le pagine leggibili, il robots.txt che non blocca i crawler che citano e i contenuti che rispondono a una domanda vera. llms.txt viene dopo, e ha senso soprattutto se hai documentazione, un catalogo o un blog con dentro risposte che vuoi far trovare.

Com'è fatto un llms.txt che rispetta lo standard

L'ordine dei pezzi è fisso: un H1 con il nome del progetto, subito sotto un blockquote di riepilogo, poi eventuali paragrafi liberi, poi le sezioni H2 con dentro le liste di link. Ogni voce si scrive - [Titolo](https://indirizzo-intero): descrizione, con l'indirizzo completo e una frase che spiega quando quella pagina serve.

Le due righe che pesano di più sono le prime. Il riepilogo dopo l'H1 è quello che un modello legge per primo e spesso l'unico che finisce in una risposta: se dice «il sito ufficiale di Azienda Srl» hai buttato l'occasione, se dice cosa fai, per chi e dove, hai dato qualcosa da citare. Le descrizioni delle voci fanno lo stesso lavoro un livello più giù: sono loro a far scegliere quale pagina aprire fra le tue.

Poi c'è una sola parola con un significato speciale, ed è Optional. Una sezione chiamata così dice a chi legge che quei link si possono saltare quando lo spazio è poco: ci vanno la storia dell'azienda, le note legali, le pagine di contorno. Va scritta in inglese anche in un file italiano, perché è il nome che i parser cercano. Gli H3 non esistono nello standard: chi li usa scopre che una parte dei lettori li ignora e attacca i link alla sezione precedente.

Gli errori che troviamo più spesso

Il più grave non è nel file, è nel server: all'indirizzo /llms.txt risponde una pagina HTML. Succede quando il file non c'è e il sito mostra la sua pagina «non trovato» con stato 200, oppure quando il markdown viene servito come text/html. In tutti e due i casi chi legge riceve del markup: qui lo riconosciamo perché il corpo comincia con un tag invece che con del testo.

Subito dopo viene il riepilogo assente. È la riga che manca in quasi tutti i file che controlliamo, e siccome non rompe niente nessuno se ne accorge: il file resta valido come markdown e perde la sua frase più importante. Terzo, gli indirizzi relativi. Il file viene letto fuori dal tuo sito, a volte incollato dentro un prompt: da lì /blog/guida non porta da nessuna parte.

Poi c'è l'errore di quantità. Esportare la sitemap e infilarci trecento link trasforma un indice in un elenco: nessuno lo legge tutto, e le pagine che contano affogano fra le altre. Se devi tagliare, tieni quello che risponde a una domanda che ti fanno davvero i clienti e sposta il resto sotto Optional. Ultimo, i doppioni: la stessa pagina in due sezioni con due descrizioni diverse dice a chi legge che non hai deciso nemmeno tu a cosa serve.

Domande

llms.txt serve a qualcosa? Google lo legge?

Google ha dichiarato di non usarlo, e nessun altro motore di ricerca ha detto il contrario. Lo leggono oggi soprattutto le piattaforme di documentazione e gli assistenti di codice, che passano il file al modello insieme alla domanda. È un file da fare quando hai già sistemato le cose che contano — pagine leggibili, robots.txt che non blocca i crawler che citano le fonti — non prima.

Dove va messo il file llms.txt?

Nella radice del dominio, cioè a tuodominio.it/llms.txt. Un file in una sottocartella non lo cerca nessuno. Vale per un host alla volta: www.tuosito.it e tuosito.it sono host diversi, e anche un sottodominio come docs.tuosito.it ha il suo. Va servito come text/plain o text/markdown: se il server risponde text/html, i lettori più rigidi lo scartano.

Che differenza c'è fra llms.txt e llms-full.txt?

llms.txt è l'indice: titolo, riepilogo e link con la descrizione. llms-full.txt è la versione lunga, con dentro il testo intero delle pagine, così chi legge non deve aprire venti indirizzi. Il secondo non è obbligatorio e ha senso soprattutto per la documentazione tecnica. Qui controlliamo se esiste, ma non lo leggiamo: è un file che può pesare megabyte.

Il blockquote di riepilogo è obbligatorio?

Nello standard è facoltativo, in pratica è il pezzo più importante del file. È la riga che viene letta per prima, quella che un modello usa per capire di chi sta parlando prima di aprire qualsiasi link. Due frasi bastano: cosa fai, per chi, dove. Nel punteggio di questo strumento pesa quanto l'H1 proprio per questo.

Quanti link ci metto dentro?

Quanti ne servono a rispondere alle domande che ti fanno i clienti, di solito fra dieci e cinquanta. Oltre il centinaio il file smette di funzionare come indice: va letto tutto insieme dentro una finestra di contesto già piena, e le pagine importanti si perdono fra le altre. Se hai molte pagine, raggruppale in sezioni e metti sotto «Optional» quelle che si possono saltare.

Gli altri strumenti

Vedili tutti →
Pronto in 2 minuti

Il prossimo articolo del tuo blog esce questa settimana.

Scrivi il dominio: vediamo cosa cerca la tua gente, ti proponiamo il piano e tu decidi. Tre giorni di prova, €0 oggi.