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Controllo della sitemap XML

Verifica la sitemap XML: formato, indice di sitemap, numero di URL e peso oltre i limiti, date di modifica assenti e un controllo a campione sulle pagine dichiarate.

Leggiamo solo file pubblici: la sitemap, il robots.txt e cinque URL a campione. Non salviamo niente.

Se metti solo il dominio proviamo /sitemap.xml. Leggiamo anche il robots.txt e apriamo cinque URL a campione.

Metti l'indirizzo della sitemap: controlliamo formato, limiti, date di modifica e se le pagine dichiarate rispondono davvero.

Come si usa

  1. 01

    Metti l'indirizzo della sitemap

    Se ce l'hai, incolla la URL completa del file XML. Se non sai dove sta, metti solo il dominio: proviamo /sitemap.xml, che è dove sta quasi sempre.

  2. 02

    Guarda gli errori prima degli avvisi

    Gli errori sono cose che fanno scartare la sitemap o le URL dentro: host sbagliato, XML rotto, file che non risponde. Gli avvisi sono scelte da rivedere.

  3. 03

    Controlla il campione in fondo

    Apriamo cinque URL prese dall'elenco e mostriamo cosa rispondono. Se due su cinque danno 404 o un redirect, il problema non è la sitemap: è quello che dichiara.

A cosa serve davvero una sitemap XML

Una sitemap XML è un elenco di indirizzi: dice a un motore quali pagine del tuo sito esistono e, se vuoi, quando sono cambiate l'ultima volta. Non è una richiesta di indicizzazione e non è una garanzia: è un suggerimento su dove guardare.

Serve moltissimo in tre casi. Quando il sito è grande e i crawler non riuscirebbero a percorrerlo tutto seguendo i link. Quando il sito è nuovo e ha pochi link in entrata, quindi nessuno ci arriva da fuori. E quando alcune pagine sono raggiungibili solo attraverso un filtro o un motore di ricerca interno, cioè sono orfane nella struttura dei link. Se hai un sito di trenta pagine tutte linkate dal menu, la sitemap non ti cambierà la vita: falla comunque, costa niente, ma non aspettarti niente.

Il vero valore è diagnostico, ed è la parte che quasi nessuno usa. La sitemap è la lista delle pagine che tu dici di avere. Search Console ti dice quante ne ha indicizzate. La differenza fra i due numeri è la domanda più utile che puoi farti sul tuo sito: se dichiari ottocento URL e ne risultano indicizzate duecento, non hai un problema di sitemap — hai seicento pagine che qualcuno ha guardato e deciso di lasciare fuori.

I limiti e le regole che fanno scartare un file

Le regole formali sono poche e sono dure: 50.000 URL e 50 MB non compressi per singolo file, e tutte le URL devono stare sullo stesso host della sitemap. Superato uno dei due limiti, il file va spezzato e i pezzi dichiarati in un indice di sitemap, che è un file XML che invece di URL contiene altre sitemap.

La regola dell'host è quella che rompe più installazioni. Una sitemap servita su www.esempio.it non può dichiarare URL su esempio.it senza www, e viceversa: per un motore sono due host diversi, e quelle URL vengono ignorate in blocco. Lo stesso vale per il misto http e https: se il sito gira in https e la sitemap elenca indirizzi http, ogni URL costa un redirect e stai indicando la versione che vorresti far sparire.

Poi c'è l'XML in sé. Un file XML malformato non viene letto a metà: viene rifiutato. Basta una e commerciale scritta & invece di & dentro un indirizzo con parametri per far fermare il parser a quella riga, e tutto quello che viene dopo non lo legge nessuno. È il motivo per cui controlliamo la buona formazione del file prima di ogni altra cosa e ti diciamo a quale riga si rompe.

Il lastmod: quando aiuta e quando ti si ritorce contro

Il tag <lastmod> dice quando la pagina è cambiata l'ultima volta, ed è l'unico campo della sitemap che i motori dichiarano di usare davvero — a una condizione: che sia vero. Priorità e frequenza di cambio, gli altri due tag che trovi in giro nei template, Google ha detto pubblicamente di ignorarli.

Il formato va scritto secondo ISO 8601, cioè 2026-09-10 oppure 2026-09-10T14:30:00+02:00 con il fuso orario. Una data scritta all'italiana, 10/09/2026, non è una data: è testo, e viene buttata via insieme al segnale che volevi mandare.

I due modi in cui il lastmod si ritorce contro sono sempre gli stessi. Il primo è la data nel futuro: succede quando la genera un sistema con l'orologio sbagliato o una pianificazione editoriale, e una pagina modificata domani non esiste. Il secondo, più comune, è la data identica su tutte le URL, aggiornata a ogni pubblicazione del sito: dice che è cambiato tutto quando non è cambiato niente. Quando un motore si accorge che le tue date non corrispondono a modifiche reali, smette di fidarsi di tutto il file — e a quel punto avere il lastmod è peggio che non averlo.

Domande

Dove si trova la sitemap del mio sito?

Quasi sempre a /sitemap.xml o /sitemap_index.xml. Il modo sicuro è aprire il tuo robots.txt, cioè iltuosito.it/robots.txt, e cercare la riga che comincia con «Sitemap:»: se c'è, l'indirizzo è quello. Se metti solo il dominio, questo strumento prova /sitemap.xml da solo.

Quante URL può contenere una sitemap?

Cinquantamila per file, e comunque non più di 50 MB non compressi. Se superi uno dei due limiti devi spezzarla in più file e dichiararli in un indice di sitemap, che può a sua volta contenere fino a cinquantamila sitemap. Quasi tutti i CMS lo fanno già da soli oltre una certa soglia.

Devo mettere la sitemap nel robots.txt o in Search Console?

Fai tutte e due, sono due canali diversi. La riga «Sitemap:» nel robots.txt la vede qualsiasi crawler, compresi Bing e i bot delle AI, senza che tu debba registrarti da nessuna parte. Search Console in più ti dà il rapporto su quante URL sono state lette e quante indicizzate, che è l'unica ragione seria per aprire la sitemap.

Perché Search Console dice che la sitemap non è leggibile?

Nella maggior parte dei casi perché a quell'indirizzo non c'è XML: il server risponde con una pagina HTML, spesso l'errore 404 del tema servito con stato 200. Le altre cause frequenti sono XML malformato per un carattere non codificato e un content-type sbagliato. Questo strumento distingue i tre casi.

Ha senso mettere in sitemap tutte le pagine del sito?

No. In sitemap ci vanno le pagine che vuoi vedere nei risultati e che rispondono 200, non tutto quello che esiste. Fuori restano le pagine con noindex, quelle bloccate dal robots.txt, i duplicati che puntano altrove con il canonical, i filtri e le pagine di paginazione profonda. Una sitemap che contraddice il resto del sito confonde e basta.

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