Generatore di robots.txt
Costruisci un robots.txt valido partendo da un modello, decidi chi può entrare, blocca o accogli i bot delle AI e copia il file pronto, senza imparare la sintassi.
Gira tutto nel tuo browser: quello che scegli non passa dai nostri server e non viene salvato da nessuna parte.
Da dove parti
Il modello riempie tutto quello che c'è sotto, poi cambi quello che vuoi. Alla prima modifica il modello si stacca; ripremerlo rimette tutto com'era e cancella le tue modifiche.
Chi può entrare
Cartelle da tenere fuori
Bot delle AI
Non fanno tutti lo stesso mestiere. Alcuni raccolgono testo per addestrare un modello e non ti riportano nessuno; altri leggono la pagina nel momento in cui qualcuno fa una domanda, e mettono il tuo link sotto la risposta. Bloccare GPTBot tiene i tuoi testi fuori dall'addestramento; bloccare OAI-SearchBot ti toglie dalle risposte di ChatGPT.
Sitemap e velocità
Lascialo vuoto se il sito regge. Google lo ignora del tutto: Googlebot decide da sé quanto spingere, e se il server risponde male rallenta. La riga la leggono Bing, Yandex e i crawler minori, ed è lì che serve quando il server soffre.
Il tuo robots.txt
# robots.txt
# Va caricato nella radice del sito, cioè a iltuosito.it/robots.txt
# Generato con babyblogsitter.com/strumenti/generatore-robots
User-agent: *
Disallow: /cerca
Disallow: /?s=
Disallow: /grazie
Va caricato nella radice del dominio, così da rispondere a iltuosito.it/robots.txt. In una sottocartella non lo legge nessuno. Su WordPress, se non c'è un file vero, lo genera il plugin SEO: sostituisci quello dal pannello, altrimenti il tuo file caricato via FTP non viene nemmeno servito.
Controllo del file
Nessuna regola sbagliata e nessuna contraddizione: il file è pronto da caricare.
- Nessuna sitemap dichiarataNon è obbligatoria, ma è il modo più economico di far trovare tutte le pagine a chi non ti conosce.
Un'ultima cosa, ed è quella che conta: il robots.txt non nasconde niente. Dice solo di non entrare. Una pagina bloccata qui può comparire in Google lo stesso — senza descrizione, trovata attraverso i link che la puntano — e chiunque può leggere il tuo file scrivendone l'indirizzo nel browser. Per togliere davvero una pagina dai risultati serve il tag meta name="robots" content="noindex", e quella pagina deve restare scansionabile, altrimenti Google il noindex non lo legge mai.
Come si usa
- 01
Parti da un modello
Sito standard, blog, e-commerce o sito in costruzione. Il modello compila già tutto: ti resta da cambiare quello che nel tuo caso è diverso.
- 02
Decidi chi entra e cosa resta fuori
Le cartelle da tenere lontane dai motori, i bot delle AI uno per uno, la sitemap. Il file si riscrive mentre scegli, e sotto ti diciamo se una regola ne contraddice un'altra.
- 03
Carica il file nella radice del sito
Copia o scarica robots.txt e mettilo dove risponde a iltuosito.it/robots.txt. In una sottocartella non lo legge nessuno.
Cosa fa davvero il robots.txt
Il robots.txt è un file di testo nella radice del tuo dominio che dice ai crawler dove non andare. È la prima cosa che un motore di ricerca scarica quando arriva sul tuo sito, prima di qualunque pagina. Non è una configurazione del server né un sistema di sicurezza: è un cartello, e vale finché chi passa decide di leggerlo. Google, Bing e i crawler delle AI serie lo rispettano; uno scraper scritto in un pomeriggio no.
La sintassi è minuscola. Un gruppo comincia con User-agent:, che dice a chi si sta parlando — * vuol dire «a tutti quelli che non hanno un gruppo tutto loro». Sotto ci vanno le righe Disallow: con i percorsi vietati, e volendo Allow: per riaprire un buco dentro una cartella chiusa. In fondo, la riga Sitemap: con l'indirizzo della mappa del sito.
Due regole che sorprendono quasi tutti. La prima: i percorsi valgono come «comincia per», quindi Disallow: /tag blocca anche /tagliere-di-salumi. La seconda: quando più gruppi potrebbero applicarsi, il crawler ne sceglie uno solo, quello con il nome più specifico, e ignora completamente gli altri. Se scrivi un gruppo per GPTBot, GPTBot smette di leggere le regole di *, comprese quelle che credevi valessero per tutti.
Bot delle AI: chi ti addestra e chi ti cita
I crawler delle AI fanno due mestieri diversi e vanno decisi separatamente. Il primo gruppo raccoglie testo per addestrare un modello: legge oggi, il modello esce fra mesi, e a te non arriva nessuno. Ci stanno GPTBot, ClaudeBot, Google-Extended, CCBot, Applebot-Extended, meta-externalagent, Bytespider. Il secondo gruppo legge la pagina nel momento in cui una persona fa una domanda, e mette il tuo link sotto la risposta: OAI-SearchBot per ChatGPT, PerplexityBot, e ChatGPT-User quando qualcuno incolla il tuo indirizzo in chat.
Confonderli è l'errore che vediamo più spesso: si copia un blocco «anti-AI» trovato in giro, si incolla, e si esce dalle risposte con le fonti mentre l'addestramento continua indisturbato da altre strade. Se scrivi per farti trovare, la configurazione sensata è quasi sempre una sola: fuori chi addestra, dentro chi cita.
Due precisazioni che cambiano la decisione. Google-Extended non tocca la Ricerca: bloccarlo non ti toglie posizioni e non ti toglie dalle AI Overviews, che passano da Googlebot. E Applebot-Extended riguarda solo l'addestramento di Apple Intelligence: Siri e Spotlight continuano a trovarti. Se invece vivi di abbonamenti o di contenuti che nessun altro ha, chiudere tutto è una scelta legittima — solo, sappi che stai rinunciando anche alle visite.
I modi in cui un robots.txt si rompe
Quasi sempre il danno è lo stesso: una riga blocca molto più di quello che doveva. Ecco cosa controlliamo sul file mentre lo costruisci.
- Il Disallow senza barra iniziale.
Disallow: carrellonon fa niente: viene saltato in silenzio, e tu credi di aver bloccato una cosa che è ancora aperta. - Il file rimasto dal lancio.
Disallow: /caricato durante lo sviluppo e mai tolto. È il motivo numero uno per cui un sito nuovo non entra in Google. - CSS e JavaScript bloccati. Google carica i file di stile e gli script per vedere la pagina come la vedi tu. Se blocchi
/wp-content/o/assets/, la giudica su una versione rotta. - La sitemap relativa.
Sitemap: /sitemap.xmlviene ignorata: quella riga vuole l'indirizzo intero, dominio compreso. - Il file nel posto sbagliato. Vale solo nella radice del dominio, e vale solo per quel dominio:
blog.iltuosito.itvuole il suo.
Dopo aver caricato il file, Search Console ha un rapporto dedicato che mostra la versione che Google ha davvero letto e quando l'ha letta: è l'unico modo di sapere se il tuo file è quello servito, o se un plugin ne sta generando un altro al posto suo.
Domande
Dove va messo il file robots.txt?
Nella radice del dominio, in modo che risponda esattamente a iltuosito.it/robots.txt. In una sottocartella non viene letto da nessuno. Ogni dominio e ogni sottodominio ha il suo: quello di iltuosito.it non vale per blog.iltuosito.it.
Il robots.txt basta per nascondere una pagina da Google?
No, e questa è la confusione più costosa. Il robots.txt dice di non entrare, non di non mostrare: una pagina bloccata può comparire lo stesso nei risultati, senza descrizione, se altri siti la linkano. Per toglierla davvero serve il tag meta robots noindex, e la pagina deve restare scansionabile, altrimenti Google quel tag non lo legge mai.
Bloccare GPTBot mi toglie da ChatGPT?
No. GPTBot raccoglie testo per addestrare i modelli di OpenAI; le risposte di ChatGPT che citano le fonti passano da OAI-SearchBot, che è un altro user-agent. Se blocchi solo GPTBot resti citabile. Se blocchi anche OAI-SearchBot esci dalle risposte con il link, e quelle sono visite vere.
Devo bloccare i bot delle AI?
Dipende da come guadagni. Se vivi di traffico e di autorevolezza, tenere fuori chi cita è un autogol: la scelta ragionevole è bloccare l'addestramento e lasciare le citazioni. Se vendi accesso a contenuti che nessun altro ha, chiudere tutto ha senso. Non c'è una risposta uguale per tutti, e chi te la dà sta vendendo qualcosa.
Google rispetta il Crawl-delay?
No, Googlebot ignora la direttiva Crawl-delay: regola la frequenza da solo e rallenta se il server risponde piano o con errori. La riga la leggono Bing, Yandex e diversi crawler minori, quindi serve solo se il tuo server soffre sotto la scansione. Se non hai questo problema, lascia il campo vuoto.
Gli altri strumenti
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