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Convertitore maiuscolo / minuscolo

Trasforma un testo in tutto maiuscolo, tutto minuscolo, con l'iniziale maiuscola a ogni frase o a ogni parola. Sistema anche spazi doppi e accenti, e copi il risultato in un click.

Il testo resta nel tuo browser: non viene inviato a nessun server.

0 parole · 0 caratteri · 0 senza spazi

Come lo vuoi

Risultato

Incolla un testo e scegli come lo vuoi: tutto maiuscolo, tutto minuscolo, con le iniziali, o solo ripulito dagli spazi doppi.

Come si usa

  1. 01

    Incolla il testo

    Un titolo, una mail, un intero articolo: il contatore sotto il campo ti dice subito quante parole e quanti caratteri sono, e si aggiorna mentre scrivi.

  2. 02

    Scegli come lo vuoi

    Tutto maiuscolo, tutto minuscolo, l'iniziale a ogni frase o a ogni parola, le maiuscole invertite. Oppure Pulisci, che sistema spazi, a capo e virgolette senza toccare le lettere.

  3. 03

    Copia o scarica

    Il risultato compare nel secondo riquadro. Un click lo copia negli appunti, l'altro lo scarica come file .txt. Se cambi idea, premi un altro bottone: il testo di partenza è ancora lì.

Quando il maiuscolo serve e quando no

Il tutto maiuscolo è nato per una cosa: farsi vedere da lontano. Insegne, targhe, titoli di giornale letti dall'altra parte della strada. Sullo schermo, a distanza di lettura, quel vantaggio non c'è e resta lo svantaggio: un testo tutto maiuscolo si legge più piano di uno in minuscolo, ed è una delle cose più ripetute dagli studi sulla leggibilità della stampa fin dal secolo scorso. La spiegazione classica è che le parole minuscole hanno un profilo — le aste che salgono, le code che scendono — e l'occhio le riconosce dalla forma prima di leggerle lettera per lettera. In maiuscolo ogni parola è un rettangolo uguale agli altri.

C'è poi chi il testo lo ascolta. Alcuni lettori di schermo, davanti a una parola tutta maiuscola, la scambiano per una sigla e la leggono lettera per lettera: «OFFERTA» diventa o-f-f-e-r-t-a. Per chi naviga con la voce, un titolo urlato è un titolo compitato.

Sui social il maiuscolo ha un altro significato ancora: è il tono. Un post tutto in maiuscolo viene letto come un urlo, e nei commenti la gente risponde a un urlo. Se ti serve dare peso a una parola, il grassetto o una frase più corta fanno lo stesso lavoro senza cambiare il tono. Il maiuscolo tienilo per le sigle, per i titoli brevissimi dove hai scelto quel registro, e per i documenti che te lo chiedono per forma.

Le maiuscole in italiano non sono quelle inglesi

«Ogni Parola Con L'Iniziale Maiuscola» è una convenzione inglese, il title case dei giornali e dei libri americani. In italiano un titolo si scrive come una frase: maiuscola alla prima lettera e ai nomi propri, tutto il resto minuscolo. «Guida alla dichiarazione dei redditi», non «Guida Alla Dichiarazione Dei Redditi». Il bottone «Ogni Parola Maiuscola» c'è perché a volte serve — un titolo in inglese, un nome di prodotto, una richiesta del cliente — ma sappi che se lo usi su un titolo italiano stai importando una regola che non è nostra.

Ci sono due trappole tipiche di chi converte con uno strumento pensato per l'inglese. La prima è l'apostrofo: «l'italia» per un convertitore inglese è una parola sola, e diventa «L'italia». Qui la parte dopo l'apostrofo è una parola a sé e prende la sua maiuscola: «l'Italia», «dell'Aquila». Nello stesso modo articoli e preposizioni brevi — di, a, da, in, con, su, per, il, la, del, della — restano minuscoli a metà titolo, come nell'uso editoriale, e prendono la maiuscola solo se aprono la frase.

La seconda trappola è l'accento sulle maiuscole. La E maiuscola accentata è «È», con l'accento sopra, non «E'» con l'apostrofo dopo: la seconda è un'abitudine nata dalle macchine da scrivere, che non avevano il tasto. Il tasto oggi c'è: sulla tastiera italiana attivi Bloc Maiusc e premi è. Il convertitore qui sopra usa le regole dell'italiano e restituisce «È», «PERCHÉ», «COSÌ» con gli accenti al loro posto.

Pulire un testo incollato da Word o da un PDF

Un testo copiato da Word, da un PDF o da una pagina web si porta dietro cose che non si vedono: spazi doppi, spazi «indivisibili» che non vanno mai a capo, trattini morbidi che spezzano le parole a metà, a capo a ogni fine riga perché il PDF aveva le righe fisse. Nel campo di testo sembra tutto a posto; poi il testo finisce in un titolo, in una scheda prodotto o in un CMS e le cose strane saltano fuori.

Il bottone Pulisci fa un lavoro solo e lo fa sempre uguale. Gli spazi doppi diventano singoli. Lo spazio prima di una virgola, di un punto, di un punto interrogativo viene tolto (in italiano la punteggiatura si attacca alla parola che precede). Tre o più a capo di fila diventano due, cioè un paragrafo vuoto. Le virgolette inglesi «“ ”» e gli apostrofi tipografici diventano virgolette e apostrofi dritti, così un testo che mescolava i due tipi torna uniforme. Gli spazi e i caratteri invisibili spariscono. Le lettere non le tocca: maiuscole, minuscole e accenti restano come li hai scritti.

Non è una correzione di stile: se vuoi le virgolette tipografiche le rimetti tu, o le mette il CMS. È il passaggio prima, quello che ti dà un testo pulito da cui partire.

Domande

Come si trasforma un testo in tutto maiuscolo senza riscriverlo?

Incolli il testo nel campo qui sopra e premi «TUTTO MAIUSCOLO»: il risultato compare nel secondo riquadro, con gli accenti al loro posto (è diventa È, perché diventa PERCHÉ). Poi lo copi con un click. Funziona anche al contrario, per riportare in minuscolo un testo urlato.

Perché «Prima lettera della frase» mette tutto in minuscolo prima?

Perché non può sapere quali maiuscole nel testo erano volute e quali no: se il testo arriva tutto maiuscolo, tenerle significherebbe non fare niente. Riporta tutto in minuscolo e rimette la maiuscola a inizio testo, a inizio riga e dopo punto, punto esclamativo e punto interrogativo. I nomi propri a metà frase li rimetti tu: è il prezzo di una regola prevedibile.

Perché «di», «della», «il» restano minuscoli in «Ogni Parola Maiuscola»?

Perché è così che si fa anche in inglese, dove il title case è nato: articoli, preposizioni e congiunzioni brevi restano bassi, tranne quando aprono il titolo. Ne teniamo bassi una ventina fra articoli, preposizioni semplici e articolate ed «e/o». Tutto il resto, compresa la parola dopo un apostrofo, prende la maiuscola.

Il testo che incollo viene salvato da qualche parte?

No. La conversione gira nel tuo browser, con JavaScript: il testo non parte verso nessun server, non viene registrato e non viene usato per niente. Se ricarichi la pagina, sparisce.

Perché il conteggio delle parole è diverso da quello di Word?

Perché contiamo diversamente le parole con l'apostrofo: «l'articolo» per noi sono due parole, per Word una. I numeri e i trattini possono dare qualche altra piccola differenza. Su un testo normale lo scarto è di pochi punti percentuali; i caratteri invece coincidono.

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