Il titolo e la descrizione che si vedono su Google
In questo articolo
Sono le due righe più lette di tutto il tuo sito, e di solito le ha scritte il tema di WordPress al posto tuo.
Il tag title è il titolo blu su cui si clicca. Non è l'H1 della pagina, anche se spesso coincidono: il title vive nel codice ed è quello che appare nei risultati. La meta description è il testo grigio sotto: non entra nelle classifiche, ma decide chi clicca.
Il titolo
Va sotto i sessanta caratteri o Google lo taglia a metà frase, e le parole che contano vanno davanti perché su mobile lo spazio è ancora meno.
Tre regole e basta:
- La parola chiave all'inizio, scritta come la scrive la gente.
- Specifico, non generico. "Prezzi" non dice niente. "Quanto costa un impianto fotovoltaico nel 2026" dice tutto.
- Diverso da tutti gli altri titoli del sito. Due pagine con lo stesso title sono due pagine che Google fatica a distinguere.
Un numero, un anno o una parola concreta valgono più di qualsiasi aggettivo: "Impianto fotovoltaico: 9.000-14.000 € chiavi in mano" si clicca più di "Fotovoltaico di qualità per la tua casa", e non è nemmeno una gara.
Prima di pubblicarlo, incollalo in Anteprima Google: vedi dove viene tagliato in pixel, su desktop e su telefono, e il controllo del titolo ti dice se la parola chiave è davanti.
La descrizione
Circa centocinquanta caratteri, uno per pagina, mai riciclata.
Il modo più semplice di scriverla bene è rispondere a "cosa ci trovo dentro": "I prezzi reali di quaranta preventivi fatti nel 2025, cosa cambia fra tetto a falda e piano, e quando la batteria non conviene." Non è pubblicità, è un indice. È quello che fa cliccare.
La verifica della descrizione misura lunghezza e taglio e segnala se manca una ragione per cliccare.
Quando Google le riscrive
Capita, soprattutto sul titolo: se pensa che un altro testo della pagina descriva meglio il contenuto per quella specifica ricerca, usa quello. Non è una penalizzazione ed è meno frequente di quanto si racconti.
Due cose riducono la probabilità che succeda: che il title rispecchi davvero il contenuto (i titoli gonfiati vengono sostituiti più spesso) e che sia coerente con l'H1. Se il tuo titolo promette una cosa e la pagina ne racconta un'altra, riscriverlo è la cosa giusta che fa Google, non un capriccio.
Il controllo che vale un pomeriggio
Nella Search Console, rapporto Prestazioni, ordina le pagine per impressioni e guarda quelle con tante impressioni e pochi click. Sono pagine che Google mostra e che nessuno apre: nove volte su dieci il problema è il titolo.
Riscriverli è mezz'ora di lavoro su traffico che ti sei già guadagnato. Non esiste niente di più conveniente in tutto questo mestiere.
Fonti
- 01Control your title links in search resultsGoogle Search Central
- 02Control your snippets in search resultsGoogle Search Central