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Cosa vuole davvero chi sta cercando

Le basi2 mincontrollata il 9 settembre 2026
In questo articolo

"Scarpe da corsa" non è una domanda. È tre domande diverse travestite da due parole: qualcuno vuole capire come si scelgono, qualcuno sta confrontando due modelli, qualcuno ha la carta in mano.

Google lo sa da anni e non posiziona più le pagine che contengono le parole giuste: posiziona le pagine che soddisfano il motivo. È il singolo fattore che spiega più fallimenti di qualsiasi dettaglio tecnico.

I quattro tipi

Informativo — vuole capire. "come si pulisce il camoscio", "quanto dura una batteria al litio". La pagina giusta è una guida.

Navigazionale — vuole arrivare in un posto preciso. "perplexity", "search console". La pagina giusta è quella ufficiale, e se non sei tu quel marchio non hai niente da fare lì.

Commerciale — sta scegliendo. "migliore CRM per studi", "agenzia SEO Milano", "X o Y". La pagina giusta è un confronto, una classifica o una pagina che spiega come si valuta.

Transazionale — è pronto. "comprare scarpe running online", "preventivo pannelli solari". La pagina giusta è quella che permette di agire.

Perché l'intento decide anche i soldi

Le due ricerche qui sotto vengono dalla ricerca Semrush che abbiamo fatto sul mercato italiano per costruire il piano editoriale di questo sito. Sono reali.

RicercaVolume mensileDifficoltàCosto per click
perplexity450.000720,27 €
agenzia seo3.600397,56 €

La prima ha 125 volte più traffico. La seconda ha un costo per click 28 volte più alto.

Quel numero è la cosa più onesta che esista in tutta la ricerca di parole chiave, perché è quello che dei professionisti pagano di tasca loro per un singolo visitatore. Chi scrive "perplexity" vuole aprire Perplexity e se ne va dopo tre secondi. Chi scrive "agenzia seo" sta valutando di spendere qualche migliaio di euro, e infatti quel click vale sette euro e mezzo.

Il volume misura quanta gente passa. Il costo per click misura quanto quella gente vale. Guarda sempre tutti e due.

Come si usa, in pratica

Quando prepari una pagina, scrivi in cima all'appunto la frase che il visitatore direbbe a voce, e la risposta che si aspetta. Tipo: "sto pensando di rifare il sito, quanto mi costa una cosa fatta bene?" → si aspetta un intervallo di prezzo nelle prime tre righe.

Se la pagina che stai per scrivere non dà quella risposta nelle prime tre righe, non è la pagina giusta, per quanto sia bella.

E se non sai da quali domande partire: si trovano nella tua Search Console, nelle mail dei clienti e nelle domande che ti fanno al telefono. Sono la stessa cosa, scritta in modo diverso.

Domande frequenti

Come capisco l'intento di una ricerca?
La cerchi su Google e guardi cosa c'è già. Se la prima pagina è fatta di guide, l'intento è informativo. Se è fatta di schede prodotto, è transazionale. Se è fatta di confronti e classifiche, è commerciale. Google ha già deciso: la prima pagina è la sua risposta alla domanda 'cosa voleva questa persona'.
Una parola chiave può avere più di un intento?
Sì, e si vede subito perché la prima pagina è mista: due guide, una scheda prodotto, un confronto. In quel caso si copre l'intento dominante — quello con più risultati — e si tocca l'altro dentro la stessa pagina, con una sezione dedicata.
Perché la mia pagina non sale anche se ha la parola chiave ovunque?
Nella maggior parte dei casi perché è il tipo di pagina sbagliato. Una pagina commerciale non vincerà mai una ricerca che comincia con 'come si fa'. Ripetere la parola non risolve: quello che devi cambiare è cosa offre la pagina, non quante volte lo dice.

Se ti è servita, passala a qualcuno.

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